Quasi Natale

Pubblicato 26 novembre 2014 da glisbille

E così si avvicina, lentamente, il secondo Natale diverso. Ce ne sono stati solo due, di Natali diversi, nella mia vita. Quello precedente a questo e questo che verrà. Ma ci sarà anche una intera vita futura di Natali diversi. Diversi perché l’età adulta ha bussato alla porta e, un po’ come tutti, ho aperto senza guardare chi fosse. Ed è proprio quella stoltezza che ci condanna per salvarci.
Due Natali diversi, in cui la figlia e la nipote che fu, lascia il posto ad un’altra persona che ha la stessa altezza, lo stesso peso e lo stesso aspetto ma non ha più nessuno dal quale correre, saltellando, per essere accolta in braccio. Ci sono cose che ti cambiano per sempre e, pur non potendo cancellare o alleviare o lenire le proprie origini, arriva sempre un momento, prima o poi, in cui il Natale è diverso.
In cui noi siamo diversi. E se guardiamo, con tenerezza, alle immagini ingiallite di un prima nostalgico, saremo, forse, un po’ più forti, perché qualsiasi cosa sia accaduta, qualsiasi ragione ci spinga, ora, ad essere lieti o arrabbiati, soddisfatti o impotenti, liberi o dipendenti, ogni piccolo dettaglio di allora è il punto di partenza, imprescindibile, col quale faremo sempre i conti e, se quei conti tornano, dal quale potremo spiccare il volo, che sia esso una ascesa o una discesa.
In questo secondo Natale diverso, quello che so è che è necessario appropriarsi interamente di questa nuova indole diversa attraverso il rispetto profondo per tutti gli altri Natali di prima. Non c’è niente che ci possa liberare di più di un segno di pace, di tolleranza e di accettazione verso quelle origini che ci hanno resi così come siamo e che sanciranno, attraverso le nostre scelte, il modo in cui saremo.
Questo Natale, i miei auguri saranno particolari, perché non baderò alla prosperità, ai regali, alla gioia, alla fortuna ed alla salute, ma penserò soltanto ad augurare quell’equilibrio, in cui siamo tutti più o meno (in)stabili, che sta alla base di tutto quello che di solito si augura e che riguarda la profonda libertà di restituire a ciascuno di noi e di coloro che hanno partecipato della nostra storia il proprio ruolo per onorarlo senza salti e senza incongruenze, così che si possa guardare al proprio passato con serenità, qualsiasi cosa sia mai accaduta. Questa libertà è il regalo più bello che possiamo donarci e che nessun altro può comprare a posto nostro.
In questo secondo Natale diverso, entrerò nelle immagini di ogni Natale passato e lascerò un sorriso lì dove non ne trattengo memoria, così rivivremo tutti un’altra volta e un’altra volta avremo la possibilità di parlarci e di capirci e di salvarci, tutti, tutti insieme.

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